La colpa è una delle emozioni più potenti che esistano.
Non perché dica la verità, ma perché riesce a comandare.
Ti fa cambiare tono.
Ti fa giustificare.
Ti fa cedere.
Ti fa rientrare nei ranghi.
E spesso lo fa anche quando non hai fatto nulla di male.
Ci sono persone che si sentono in colpa per tutto: per aver detto no,
per essersi allontanate,
per essersi difese,
per non aver risposto subito,
per non aver retto il dolore degli altri.
Come se essere se stessi fosse un’offesa.
La colpa, in molti casi, non nasce da un errore.
Nasce da un antico condizionamento:
se fai ciò che senti, perdi amore.
Allora impari a essere “bravo”.
A essere giusto.
A essere disponibile.
E ogni volta che torni a te, qualcosa dentro sussurra:
non dovresti.
La colpa diventa una forma di controllo.
Non ti ferma con la forza,
ti ferma con il peso.
E quel peso è difficile da ignorare,
perché sembra morale, sembra corretto, sembra nobile.
Ma non sempre lo è.
La colpa non ti rende migliore.
Ti rende trattenuto.
Ti fa stare in relazioni che ti consumano,
ti fa portare pesi che non ti appartengono,
ti fa chiedere scusa per esistere.
E più ti scusi, più ti allontani.
Non dagli altri.
Da te.
C’è una domanda semplice che può cambiare tutto:
Questa colpa nasce da una verità… o da un’abitudine?
Perché esiste una colpa vera, rara, pulita.
Quella che ti dice: hai ferito, ripara.
Ma esiste anche una colpa finta, continua, appiccicosa.
Quella che ti dice: non disturbare, non scegliere, non cambiare.
Quella non guida.
Addestra.
Se ti senti in colpa quando metti un confine,
se ti senti in colpa quando smetti di spiegarti,
se ti senti in colpa quando ti scegli,
forse non stai sbagliando.
Forse stai solo uscendo da un copione.
Non devi eliminare la colpa con la forza.
Non devi convincerti di niente.
Devi solo vedere una cosa:
la colpa non è sempre coscienza.
A volte è paura travestita.
E quando la vedi, perde potere.
Forse oggi non serve essere più buono.
Forse serve essere più vero.
E se qualcuno soffre perché sei vero, non significa che hai fatto male.
Significa che la tua verità
non era più compatibile con la loro aspettativa.
Non prendere queste parole come verità da seguire.
Usale come uno specchio: se qualcosa risuona, fermati lì.
Il resto può cadere.
Monia Terrosi con Emet Ql e Sfera di Shambhalla.
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