Quando la calma è solo evitamento

Ci sono momenti in cui sembriamo calmi,

ma non siamo presenti.

Siamo composti,
ma distanti.


La calma, in questi casi,
non nasce dall’integrazione.


Nasce dal ritiro.


Evitiamo quando:
– un’emozione ci attraversa troppo forte,
– una verità si avvicina senza parole,
– qualcosa chiede una scelta che non vogliamo fare,
– sentiamo che restare cambierebbe tutto.


Allora rallentiamo.
Respiriamo.
Razionalizziamo.
E lo chiamiamo equilibrio.


La calma come evitamento è sottile.
Non ha scosse.
Non fa rumore.
Ma spegne il contatto.


C’è una differenza profonda tra:
pace
e assenza di conflitto.


La pace è viva.
L’assenza di conflitto è immobile.


La prima include ciò che senti.
La seconda lo tiene fuori.


A volte siamo “calmi” perché:
– non vogliamo sentire rabbia,
– non vogliamo deludere,
– non vogliamo rompere un’immagine,
– non vogliamo perdere ciò che abbiamo costruito.


La calma diventa allora una strategia.


Educata.
Accettabile.
Socialmente apprezzata.
Ma non vera.


La presenza non è sempre calma.
È reale.


Può contenere:
– tremore,
– disagio,
– emozione,
– verità non ordinate.


E non ha bisogno di mostrarsi composta.


Quando usi la calma per evitare,
qualcosa dentro resta in sospeso.


Non scompare.
Aspetta.
Aspetta che tu smetta di gestirti
e inizi ad abitarti.


Non ti viene chiesto di essere agitato.
Ti viene chiesto di essere sincero con ciò che c’è.


Anche se è scomodo.


Anche se non sai ancora cosa farne.

C’è una calma che nasce dopo aver attraversato.
E c’è una calma che serve a non attraversare.


La prima allarga.
La seconda restringe.


La differenza non si vede fuori.
Si sente dentro.


Se la tua calma ti allontana da ciò che senti,
non è riposo.
È pausa forzata.


E prima o poi,
ciò che hai evitato
tornerà a chiedere spazio.


Non per disturbarti.
Per essere finalmente riconosciuto.


Forse oggi non serve calmarti di più.
Forse serve sentire un po’ meglio
cosa stai tenendo fuori
nel nome della tranquillità.
E restare.


Non prendere queste parole come verità da seguire.
Usale come uno specchio: se qualcosa risuona, fermati lì.
Il resto può cadere.

Terrosi Monia con Emet Ql e Sfera di Shambhalla.

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