Quando smetto di cercare di aggiustarmi.

Per molto tempo ho creduto che il lavoro su di me
fosse capire cosa non andava.


Analizzare.
Correggere.
Migliorare.


Sembrava consapevolezza.
Spesso era insofferenza verso ciò che ero.


Ci “aggiustiamo” quando:


– qualcosa dentro non ci piace,
– un’emozione ci mette a disagio,
– una reazione ci sembra sbagliata,
– non siamo all’altezza dell’immagine che abbiamo di noi.


Allora interveniamo.


Con tecniche, pensieri, spiegazioni, percorsi.
Non per amore.


Per controllo.


Aggiustarsi è sottile.
Non ha l’aspetto della violenza.
Ha l’aspetto della buona volontà.


Eppure contiene un messaggio chiaro:


Così come sei, non vai bene.
C’è un punto — inevitabile —
in cui questo tentativo stanca.


Non perché smetti di voler crescere,
ma perché senti che stai combattendo contro qualcosa che chiede ascolto.


Quando smetti di aggiustarti,
non diventi passivo.
Diventi presente.


Smettere di aggiustarsi significa:


– non correggere subito un’emozione,
– non interpretare immediatamente ciò che senti,
– non spostarti da ciò che emerge.


È uno stare diverso.
Non indulgente.
Non rassegnato.
Onesto.


Molte cose non si trasformano perché le sistemi.
Si trasformano perché smetti di interferire.


Quando resti:


– senza spiegare,
– senza migliorare,
– senza correggere,
qualcosa trova finalmente spazio per mostrarsi.


E spesso non è ciò che temevi.


Non tutto ciò che emerge va guarito.


Non tutto ciò che senti va risolto.


Non tutto ciò che sei va cambiato.


Alcune parti chiedono solo
di non essere più trattate come un problema.


Quando smetti di aggiustarti:


– la tensione cala,
– la lotta si interrompe,
– il corpo respira.


Non perché hai trovato la soluzione,
ma perché hai smesso di essere contro te stesso.


Forse non hai bisogno di lavorare di più su di te.


Forse hai bisogno di fare meno violenza sottile
nel nome del miglioramento.


E restare.

Così.
Come sei.
Adesso.


Non prendere queste parole come verità da seguire.
Usale come uno specchio: se qualcosa risuona, fermati lì.
Il resto può cadere.

Terrosi Monia con EMET QL e Sfera di Shamballa

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