Quando il karma viene compreso e le sue memorie iniziano a sciogliersi, l’Anima entra in una nuova frequenza.
È la frequenza del dharma.
Il dharma non è un’idea filosofica né un ideale spirituale da raggiungere.
È la via vivente della verità, il naturale allineamento tra ciò che siamo, ciò che sentiamo e ciò che siamo venuti a manifestare.
Vivere nel dharma significa camminare nella corrente della vita senza opporsi.
Quando questo accade, gli eventi acquistano senso, le sincronicità aumentano, gli incontri diventano essenziali, i ritardi si sciolgono.
Non perché tutto diventa facile, ma perché tutto diventa coerente.
Il significato profondo del dharma
La parola dharma deriva da una radice sanscrita che significa “ciò che sostiene, ciò che mantiene l’ordine”.
È la legge universale che regge la vita, l’asse invisibile attorno a cui ruota l’equilibrio del cosmo.
Ogni Anima nasce con un dharma unico.
Un disegno sacro che indica il modo in cui può contribuire alla creazione attraverso la propria esistenza.
Seguire il proprio dharma non significa forzare una direzione, ma riconoscere la propria e permetterle di esprimersi.
Dal karma al dharma
Il karma è la scuola dell’esperienza.
Insegna attraverso la ripetizione, il dualismo, la prova.
Il dharma è il passaggio successivo.
Quando la lezione è stata integrata, l’Anima non è più chiamata a ripetere, ma a co-creare.
Mentre il karma restituisce ciò che è stato generato, il dharma espande ciò che è stato compreso.
Le sfide non scompaiono, ma vengono vissute da uno stato di coscienza più ampio, in cui la risposta nasce dall’amore e non dalla reazione.
Come si manifesta il dharma personale
Il dharma personale si riconosce da ciò che nutre invece di consumare.
Si manifesta come talento naturale che porta gioia ogni volta che viene espresso.
Come servizio che non svuota, ma moltiplica l’energia.
Come chiarezza interiore, quando le decisioni risuonano come giuste e allineate.
Si manifesta anche come flusso: le cose accadono senza sforzo eccessivo, perché siamo nel nostro posto naturale.
Ogni Anima ha un dharma diverso.
C’è chi è chiamato a insegnare, chi a guarire, chi a creare, chi semplicemente a portare stabilità, amore e presenza nel proprio cerchio di vita.
Gli ostacoli al dharma
Gli ostacoli al dharma non sono esterni, ma interiori.
La paura di fallire, il senso di indegnità ereditato da antiche memorie, l’attaccamento al giudizio altrui, il dubbio che spegne la fiducia nel disegno più grande.
Questi ostacoli non si superano con la forza, ma con presenza e ascolto.
Più riconosciamo la nostra luce, più il dharma emerge spontaneamente.
Vivere il dharma ogni giorno
Il dharma non chiede di cambiare vita, ma di vivere con verità quella che già c’è.
Quando il lavoro diventa servizio, ogni azione diventa dharmica.
Quando c’è coerenza tra ciò che pensiamo, diciamo e facciamo, il cammino si apre.
La gratitudine per ciò che è, anche quando non è perfetto, mantiene il cuore allineato.
E il ricordo quotidiano cambia tutto: non siamo qui per sopravvivere, ma per manifestare la nostra verità.
Il dharma collettivo
Il dharma non è mai solo personale.
Quando molte Anime vivono in allineamento, il campo collettivo cambia frequenza.
Ogni gesto autentico, ogni atto di verità, ogni scelta fatta dal cuore contribuisce al risveglio del pianeta.
La Terra stessa si riallinea alla sua funzione originaria di luogo di esperienza, coscienza e luce.
Il dharma è un filo luminoso che unisce l’individuo all’universale.
Frase di integrazione
“Io cammino nella via del mio dharma, in armonia con la Legge della Luce.
Attraverso me, la Verità vive e si manifesta.”
Monia Terrosi
EMET QL · Sfera di Shambhalla
🌱 Semi di Coscienza – Lezioni per Ricordare
Lascia un commento